AI aziendale: la tua impresa è davvero pronta?

ll mercato dell’intelligenza artificiale in Italia vale oggi 1,8 miliardi di euro, con una crescita del +50% rispetto all’anno precedente (Osservatorio AI, Politecnico di Milano).
L’AI ha smesso di essere una sperimentazione confinata a pochi reparti: è diventata il nuovo baricentro della strategia d’impresa.
Secondo il Politecnico di Milano, il 46% delle aziende dichiara già benefici economici tangibili; a essere cambiata è la natura stessa della tecnologia.
Non parliamo più soltanto di assistenti che automatizzano singole attività, siamo entrati nell’era degli AI Agents: sistemi capaci di prendere decisioni operative, strutturare processi complessi e lavorare in continuità su obiettivi definiti dall’azienda.
La vera sfida, però, non è tecnologica. È organizzativa e culturale.

Il vero problema non è adottare l’AI

cKinsey stima che l’AI generativa possa produrre fino a 4,4 trilioni di dollari di valore aggiunto annuo a livello mondiale. Ma il mercato vive una contraddizione: se il 78% delle aziende dichiara di usare l’IA in qualche forma, solo il 39% registra un impatto reale sui profitti.
Il problema non è l’assenza di tecnologia, ma il modo in cui viene introdotta. Antonio Calegari, direttore di AI4I, paragona questa fase all’arrivo dei primi computer in azienda: non bastava acquistare un PC e installare un software per trasformare il lavoro, servivano nuovi processi e competenze e un riallineamento dell’intera organizzazione.
Oggi accade lo stesso: senza infrastrutture moderne e interoperabili – presenti in appena il 32% delle organizzazioni – si accumula un debito tecnologico che rallenta la crescita anziché accelerarla.

Il divario tra grandi imprese e PMI

Secondo il Politecnico di Milano, lo scarto tra aziende con progetti AI strutturati e aziende ancora ferme si attesta a 63 punti percentuali.
Il 58% delle piccole imprese si dichiara interessato all’AI, ma solo il 7% ha avviato iniziative concrete. Le PMI rappresentano oltre il 99% del tessuto imprenditoriale italiano e il 67% dell’occupazione privata.
Colmare questo gap non è una scelta strategica individuale: è una necessità di sistema.

Orizzonti del lavoro

Il World Economic Forum stima la creazione di 170 milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2030, trainati dall’IA e dalla transizione verde. McKinsey avverte però che il 30% delle ore lavorate, in particolare nel supporto d’ufficio e nel customer care,  sarà automatizzabile con le tecnologie già disponibili.
La linea di demarcazione è netta: dove l’algoritmo assorbe i compiti ripetitivi, il professionista si riposiziona su giudizio, empatia, creatività e responsabilità decisionale. Il professor Roberto Navigli, esperto di Natural Language Processing alla Sapienza di Roma, individua nel “supervisor” il nuovo standard: non chi viene sostituito dall’IA, ma chi la guida e ne governa i limiti. I dati OCSE confermano: nei settori ad alta esposizione all’IA, la produttività è cresciuta del 5,6% senza perdite nette di occupazione,  a patto di investire risorse nella riqualificazione dei team.

Dove l’IA è già operativa

La penetrazione segue la maturità del dato. Finance e assicurativo raggiungono tassi di adozione fino al 72%, il legal tech arriva al 79%. Anche il settore energetico sta sfruttando l’IA per gestire la complessità delle reti rinnovabili, dove l’intermittenza richiede previsioni in tempo reale. La spinta è in crescita anche nel manifatturiero e nella logistica, dove la manutenzione predittiva abbatte i costi operativi, fino a estendersi ad ambiti verticali come l’agritech e la sanità.  Nelle funzioni trasversali l’impatto è già concreto:

  • Nel marketing, la profilazione automatizzata ha ridotto il costo per acquisizione del 20–30%.
  • Nell’amministrazione, l’automazione documentale supera il 70%.
  • Nell’HR, screening e analisi del clima sono ormai applicazioni consolidate.

La cybersecurity resta l’area più evoluta e, allo stesso tempo, la più esposta.

Sicurezza AI: il rischio invisibile

L’ingresso dell’AI nei processi aziendali apre nuove superfici di attacco. Tre minacce meritano attenzione immediata.

Shadow AI

Il 41% dei dipendenti utilizza strumenti AI personali per attività lavorative senza autorizzazione IT (Gartner, 2024). Ogni prompt inserito in sistemi esterni non governati può diventare un canale di fuoriuscita di dati sensibili.

Prompt Injection

Input costruiti per alterare il comportamento del modello, aggirare controlli o estrarre informazioni. OWASP la considera una delle principali vulnerabilità dei sistemi AI in produzione.

RAG e Data Leakage

Le architetture Retrieval-Augmented Generation connesse ai documenti interni aumentano il rischio di leakage se i controlli di accesso non sono granulari e coerenti.

La sicurezza AI richiede un approccio continuo: monitoraggio, threat intelligence e capacità di adattamento in tempo reale. Le organizzazioni che hanno già adottato una security posture basata sull’intelligenza artificiale hanno contenuto i costi delle violazioni del 20% (IBM 2024).

FastwebAI Suite, l’infrastruttura per scalare

Stabilita la base tecnologica, l’IA diventa un catalizzatore operativo, ma il salto richiede un’architettura progettata per durare. In un contesto in cui il 68% delle aziende europee fatica a mappare dove risiedono i propri dati processati da sistemi AI (ENISA, 2024),  FastwebAI Suite offre un punto di riferimento: un ecosistema end-to-end per aziende e PA, costruito su architettura proprietaria situata in Italia e conforme a AI Act, GDPR e normative sul copyright. L’ecosistema comprende:

  • FastwebMIIA
    Il Large Language Model proprietario con 7 miliardi di parametri, addestrato nativamente in italiano e disponibile on-premise o in private cloud.
  • FastwebAI Work
    La piattaforma di produttività generativa già utilizzata quotidianamente dal 70% dei dipendenti Fastweb per automazione documentale, sintesi, reportistica e redazione assistita.
  • FastwebAI Agents
    La componente agenziale: sistemi autonomi capaci di orchestrare processi complessi dall’inizio alla fine.
  • FastwebAI Factory
    Il supercomputer proprietario che garantisce potenza di calcolo senza dipendere da hyperscaler extra-europei.
  • FastwebAI G&C e Security
    Governance, classificazione del rischio e protezione integrata per rispettare AI Act e policy aziendali.

L’approccio è modulare: soluzioni ready-to-use per risultati rapidi e soluzioni custom per esigenze verticali più complesse.

Sovranità del dato e infrastruttura

L’adozione dell’AI è efficace solo se sostenuta da infrastrutture certificate e controllo reale del dato. Qui entra in gioco il tema della sovranità digitale. Per questo il partner tecnologico diventa co-responsabile della trasformazione.
La domanda non è più se introdurre l’intelligenza artificiale in azienda, ma come farlo senza creare nuovo debito tecnologico? Le organizzazioni che stanno ottenendo risultati concreti hanno una caratteristica comune: trattano sicurezza, resilienza operativa e controllo del dato come precondizioni, non come obiettivi futuri.

Non esiste una traiettoria unica verso la maturità AI, ma serve integrare tecnologia e governance, con metodo. Solo così un’azienda può dirsi davvero AI-ready.

IT Talk: comunicare e collaborare in sicurezza nel nuovo scenario digitale

22 aprile 2026

SHotel, San Giovanni Teatino

Con il digitale sempre più centrale nei workflow aziendali, cresce anche l’esposizione al rischio: per questo comunicare e collaborare in sicurezza è oggi una priorità strategica per le imprese. Di questi temi si è discusso il 22 aprile a Pescara durante IT Talk – Comunicare e collaborare in sicurezza nel nuovo scenario digitale, l’incontro promosso dal team InfoAziende insieme a Fastweb, 7Layers, Kalliope e Ilger.com. L’evento è stato l’occasione per approfondire il tema della sovranità digitale e il valore delle sinergie tra aziende e partner tecnologici: proteggere i propri asset, governare i dati e costruire infrastrutture solide e indipendenti sono oggi elementi chiave per affrontare il presente digitale e rendere le organizzazioni più sicure e competitive.

Cybersecurity: resilienza e IA con la protezione proattiva di Trend Micro

“Oggi più che mai, la cybersecurity è essenziale per il nostro futuro: è il pilastro che protegge tutto ciò su cui facciamo affidamento, dal commercio elettronico alla ricerca medica salvavita.” – Gary Steele, Splunk President and CEO.

Nel panorama digitale odierno, la sicurezza informatica ha smesso di essere uno “scudo” passivo per diventare un asset strategico vitale. Eppure, i dati raccontano una realtà ancora vulnerabile: secondo l’Osservatorio Cybersecurity del Politecnico di Milano, il 73% delle grandi imprese italiane ha subito almeno un attacco nell’ultimo anno. Il dato più critico? Oltre il 40% delle organizzazioni non dispone ancora di una figura dedicata alla gestione del rischio.

La sicurezza è (anche) un problema di dati

In un’era di attacchi automatizzati e perimetri cloud fluidi, la difesa si è trasformata in un problema di analisi dati. Il report globale “Top 50 Cybersecurity Threats” rivela che l’84% delle violazioni è legato alla compromissione dell’identità. Per rispondere a questa complessità, le aziende devono adottare un modello basato su due capacità fondamentali.

  • Anticipazione: sfruttare la telemetria globale per prevedere le mosse degli attaccanti prima che colpiscano.
  • Adattamento: evolvere le difese in tempo reale. Un approccio orientato ai dati può ridurre l’impatto di una violazione fino al 70%.

Oltre lo scudo: la cybersecurity tra compliance e crescita

Passare da una difesa manuale a una automatizzata e potenziata dal Machine Learning (ML) non è più un’opzione, ma una necessità dettata dal mercato e dalle normative. Con l’entrata in vigore del Cyber Resilience Act, la sicurezza “by design” diventa un obbligo di legge.
Blindare l’azienda significa proteggersi da minacce che oggi sfruttano l’IA generativa, come:

  1. Account Takeover (ATO); contrastato efficacemente solo da una difesa identity-centric.
  2. Zero-Day Exploit. Qui la velocità di rilevamento è l’unico argine tra la sicurezza e il disastro.
  3. Business Email Compromise (BEC). Truffe che oggi colpiscono le transazioni aziendali con un realismo senza precedenti.

La difesa si evolve con Trend Vision One™

Le organizzazioni, per governare in maniera efficace le sfide in corso, sono chiamate a dotarsi di tecnologie intelligenti e centralizzate. Trend Micro, riconosciuta leader da IDC MarketScape 2025, offre con la piattaforma Vision One™ una difesa proattiva che unisce EDR (Endpoint Detection and Response) e XDR (Extended Detection and Response).
Con oltre 147 miliardi di minacce bloccate nel corso del 2024, Vision One rappresenta lo stato di riferimento per chi cerca una protezione sempre vigile e reattiva.
“Siamo passati a Trend Vision One™ per aumentare la sicurezza di dipendenti e sistemi: grazie all’XDR, abbiamo una panoramica completa della nostra postura di sicurezza.” – Caroline Kiel, CEO di PingUs Solutions GmbH.

Difesa proattiva in azione

La vera forza di Trend Micro non risiede solo nel bloccare gli attacchi, ma nel gestire l’intero ciclo di vita del rischio attraverso tecnologie integrate che agiscono prima, durante e dopo l’incidente.

  1. Prevenire con il CREM (Cyber Risk Exposure Management)
    Il sistema mappa l’intera superficie d’attacco, identificando i “punti ciechi” e prevedendo i percorsi di intrusione. È una mappa dinamica che indica quali porte il cybercrime tenterà di forzare per prime.
  1. Protezione immediata: Virtual Patching
    Aggiornare i sistemi critici richiede tempo. Il Virtual Patching scherma i sistemi vulnerabili istantaneamente, bloccando gli exploit prima ancora che venga installata la patch ufficiale. È la soluzione definitiva al rischio delle vulnerabilità note.
  1. Caccia alle minacce: Proactive Threat Hunting
    Attraverso query avanzate e IA, la piattaforma stana i “segnali deboli” e i comportamenti sospetti sulla rete, neutralizzando l’attaccante prima che possa estrarre dati o causare danni.
  1. Ripristino lampo: rollback dei dati
    In caso di attacco ransomware, la resilienza è garantita dal Rollback. Invece di cedere ai ricatti, questa funzione permette di ripristinare i file crittografati allo stato originale in pochi istanti, garantendo la business continuity.

Zero Trust: la verifica è continua

Il lavoro remoto ha reso obsolete le vecchie VPN. Con Zero Trust Secure Access (ZTSA), la sicurezza diventa dinamica: l’accesso non è mai concesso una volta per tutte, ma viene rivalutato costantemente in base al comportamento dell’utente e del dispositivo. Grazie alla micro-segmentazione, se un account viene compromesso, l’attaccante rimane isolato, impossibilitato a muoversi verso le risorse critiche.

Trasforma la sicurezza in vantaggio

Nel 2026, la sicurezza informatica non ammette improvvisazione: protezione e strategia devono procedere di pari passo per garantire la massima competitività. Trasformare la cybersecurity da centro a risorsa vantaggiosa è il primo passo verso un futuro solido.
Metti in sicurezza il tuo domani attraverso una comprensione profonda delle minacce:
nostri esperti sono a disposizione per un Cyber Risk Assessment completo.
Scopri come l’innovazione di Trend Micro può proteggere la tua crescita, mitigando il profilo di rischio attraverso decisioni data-driven e approfondimenti quantitativi.”
Contatta il team InfoAziende.

Digitalizzazione responsabile: come ridurre la carbon footprint con un’infrastruttura IT efficiente

Digitalizzare responsabilmente? Non è solo possibile, è necessario.
L’innovazione ha un’impronta fisica profonda e la creazione di nuova tecnologia richiede energia. Il settore ICT è responsabile di una quota stimata fino a circa il 4% delle emissioni globali di CO₂, in crescita con la spinta generata da data center, reti 5G sempre più capillari e dall’espansione costante di dispositivi interconnessi.

I numeri del comparto ICT

Partiamo dai dati: i data center sono oggi il segmento più energivoro dell’intero ecosistema digitale. Secondo la IEA (International Energy Agency, 2025), nel 2024 hanno assorbito 415 TWh di elettricità, crescendo a un ritmo del 12% annuo nell’ultimo decennio. La proiezione al 2030 indica un potenziale raddoppio del fabbisogno, con un tasso d’incremento quattro volte superiore a quello di tutti gli altri settori combinati. A trainare l’aumento dei consumi sono i workload di Intelligenza Artificiale: i server accelerati destinati all’AI registreranno un incremento energetico stimato del 30%. Ma non sono solo i data center a incidere: i dispositivi utente (smartphone, computer, tablet) generano circa il 57% delle emissioni complessive del settore, mentre le reti di telecomunicazione, rafforzate dal potenziamento del 5G, rappresentano una quota sempre più rilevante del footprint totale.
La digitalizzazione resta uno dei motori più potenti della trasformazione economica; a cambiare dev’ essere, prima di tutto, l’approccio strategico. Le decisioni tecnologiche non vanno misurate soltanto per resa operativa e ritorno economico, ma anche per l’impatto che determinano su clima e risorse. La parola chiave resta la consapevolezza.

Paradosso digitale

Cloud computing, IoT, big data e SI potranno ridurre le emissioni dei settori più energivori fino al 20% entro il 2050, secondo l’analisi del World Economic Forum. Queste tecnologie sono in grado di ottimizzare i processi, ridurre gli sprechi nelle catene di approvvigionamento, supportare decisioni aziendali strategiche con precisione e in tempo reale.
Una recente ricerca IDC stima che la migrazione al cloud tra il 2021 e il 2024 abbia già evitato oltre 1 miliardo di tonnellate di CO₂. Il binomio innovazione/sostenibilità non è un’astrazione, ma la via da percorrere. La risposta, tuttavia, non risiede solo in infrastrutture performanti o governance robuste. L’innovazione, per generare un valore concreto e misurabile – sia per l’impresa sia per l’ecosistema che ci ospita – richiede responsabilità, affinché la sostenibilità sia incorporata in ogni processo.

Green IT:  l’innovazione è anche sostenibile

Un’infrastruttura IT sostenibile non rappresenta più solo un upgrade tecnologico, ma una leva strategica per abbattere drasticamente la carbon footprint aziendale. Le imprese possono intervenire su aree chiave, come:

  • Cloud Transformation e Data center Optimization
    La migrazione verso architetture cloud Hyperscale o l’ammodernamento dei sistemi on-premise permette di accedere a infrastrutture performanti. Razionalizzare l’hardware fisico permette di allineare i consumi alle effettive necessità computazionali.
  • Gestione Circolare degli Asset
    La sostenibilità è un processo end-to-end. Inizia con l’approvvigionamento di hardware certificato ad alta efficienza e prosegue con la gestione rigorosa del ciclo vitale. Privilegiare durabilità e riciclabilità riduce l’accumulo di e-waste, trasformando la dismissione in economia circolare.
  • Virtualizzazione e Consolidamento
    Attraverso la saturazione dell’hardware attivo e lo standby automatico dei server in eccesso, si elimina lo spreco energetico derivante dalla latenza operativa. Meno macchine fisiche producono meno calore, riducendo il carico sui sistemi di raffreddamento (HVAC) e migliorando il PUE (Power Usage Effectiveness).
  • Green Coding
    Sviluppare software ottimizzato riduce i cicli di CPU e il traffico dati. Un codice efficiente razionalizza il consumo energetico a parità di istruzioni, migliorando scalabilità e velocità.
  • Visibilità in real time
    L’adozione di sistemi di monitoraggio istantanei permette di mappare i flussi energetici e identificare “colli di bottiglia” e workload inefficienti. Un tracking granulare dei consumi per reparto o applicazione consente di identificare i costi ambientali in modo trasparente. Questo trasforma i dati grezzi in insight strategici, abilitando una governance IT basata su metriche di sostenibilità oggettive.

Focus AI: nuova alleata green?

“Credo che l’intelligenza artificiale possa accompagnare l’uomo verso una crescita positiva. Come tutte le grandi innovazioni, ha il potenziale di migliorare la qualità della vita”. Paolo Spreafico, director customer engineering Google Cloud per l’Italia.
L’adozione responsabile è la chiave, per i singoli e per l’impresa.
Sebbene le Intelligenze Artificiali Generative richiedano notevoli quantità di energia e generino emissioni significative di CO₂ (sia durante le fasi di addestramento dei modelli sia in quelle di inferenza), l’IA offre un potenziale enorme nell’ accelerare la transizione ecologica.
Secondo l’indagine Global Green Skills di LinkedIn, a livello globale le competenze in Responsible AI registrano un aumento record del 517% annuo, a testimonianza della crescente attenzione verso sistemi di intelligenza artificiale più trasparenti, equi ed etici. In parallelo cresce la domanda di competenze specialistiche come AI Engineering (Machine Learning, Generative AI, Natural Language Processing) e AI Literacy, che include la capacità di progettare prompt efficaci e la padronanza delle principali piattaforme di intelligenza artificiale. Skills sempre più riconosciute come leve strategiche per guidare il progresso sostenibile.

Ogni scelta tecnologica è trasformativa

La consapevolezza è la parola d’ordine. Le imprese che investono nella sostenibilità come elemento di competitività economica e industriale saranno più resilienti e capaci di cogliere le opportunità di un mercato in evoluzione. Nell’innovazione risiede la chiave per modellare il nostro impatto sul pianeta. Progettiamo soluzioni avanzate e creiamo valore per l’impresa con un team in costante aggiornamento.

Contattaci per una valutazione su misura.

MPS: la checklist per scegliere il miglior partner IT

L’innovazione tecnologica come driver di sviluppo competitivo richiede interventi strategici, competenze specialistiche e una governance digitale solida.
In un contesto di mercato sempre più dinamico e soggetto a trasformazioni repentine, l’innovazione non è un’opzione, ma la priorità assoluta per mantenere e rafforzare il posizionamento aziendale. Non basta investire nelle tecnologie, l’apporto umano è determinante. Il mix di expertise e strumenti evoluti consente di ottenere valore reale e misurabile, proteggendo dati, infrastrutture e asset strategici.

Tre dimensioni chiave per evolvere

  • Competenze specialistiche per valutare e implementare le tecnologie più appropriate.
  • Visione strategica per individuare opportunità di generazione di valore.
  • Governance tecnologica a garanzia di sicurezza, conformità e continuità operativa.

La criticità risiede nella capacità di valutare con precisione quali sistemi informatici, servizi di assistenza e soluzioni di intelligenza artificiale e IoT possano tradursi in un ritorno misurabile. Ciò implica un’analisi rigorosa dell’assetto tecnologico, accompagnata da strategie di cybersecurity su misura per proteggere dati sensibili e asset strategici da minacce sempre più sofisticate. (Il middle market è l’area maggiormente colpita: +35% attacchi su PMI italiane nel 2025, secondo i dati Clusit). L’impatto si riduce grazie a investimenti mirati in controlli costanti  e incident response tempestivi.

Un nuovo modo di essere e fare impresa

L’evoluzione digitale impone un cambio di prospettiva che integri abilità umane e capacità tecnologiche, potenziando il processo decisionale senza sostituirlo. Ciò richiede:

  • Comprensione approfondita delle dinamiche interne.
  • Mantenimento del controllo strategico sui processi core.
  • Upskilling e reskilling per la gestione consapevole degli strumenti digitali.

Un servizio MSP (Managed Service Provider) offre monitoraggio continuo, manutenzione proattiva, gestione e intervento rapido sulla tua infrastruttura IT, liberando risorse interne. Dal 1999, InfoAziende supporta le imprese come system integrator e MSP strategico. Come Business Partner Fastweb e partner autorevole di vendor globali come Trend Micro, Kalliope e Veeam, InfoAziende accompagna le imprese nei processi di evoluzione IT con consulenza e implementazione di soluzioni enterprise-grade:

  • Fonia e Connettività Evolute – Infrastrutture affidabili, scalabili e integrate.
  • Cybersecurity Strategica – Architetture multilivello, assessment e compliance.
  • Networking e Data Center – Reti ad alte prestazioni e ridondanti.
  • Unified Communications & Collaboration (UCC) – Piattaforme per lavoro ibrido.
  • Cloud Computing e Hybrid Infrastructure – Migrazioni strategiche per flessibilità e costi ottimizzati.

Da fornitore a partner affidabile: la risposta è in 7 domande

La gestione esternalizzata dell’IT permette alle imprese di concentrarsi sulle attività principali. Quesiti mirati aiutano a orientarsi nella scelta del provider giusto e a distinguere un semplice fornitore da un vero alleato. Parti da qui:

  1. Qual è l’esperienza specifica nel tuo settore?
    Le soluzioni tecnologiche davvero efficaci nascono da una conoscenza ampia e approfondita del contesto aziendale di riferimento. L’esperienza ventennale di InfoAziende nel supporto IT alle grandi imprese afferenti a molteplici settori produttivi garantisce competenze verticali che si traducono in implementazioni più rapide, meno errori e soluzioni calibrate sulle reali dinamiche di mercato. Un MSP che comprende le sfide specifiche del tuo settore può anticipare le tue priorità, proponendo interventi capillari.
  2. Offre un’ampia gamma di servizi scalabili e integrati?
    Un MSP completo copre security, cloud, monitoraggio 24/7 e Unified Communications & Collaboration, con possibilità di pacchetti flessibili per user e device, oltre all’integrazione con tool e software già esistenti. La capacità di seguire l’evoluzione dell’azienda cliente nel tempo è un plus dirimente: InfoAziende progetta infrastrutture che coprono l’intero ecosistema IT, assicurando sinergia tra le diverse componenti.
  3. Come garantisce sicurezza e continuità operativa in modo concreto?
    Il provider deve disporre di protocolli di cybersecurity certificati e costantemente aggiornati, procedure di incident response documentate e testate, software di monitoraggio continuo delle minacce con alert in tempo reale e ottemperanza alla normativa vigente (GDPR, NIS2, ISO 27001). I nostri tecnici specializzati intervengono immediatamente in caso di malware, malfunzionamenti o anomalie. La sicurezza informatica deve rientrare  nella  progettazione di ogni soluzione sin da subito.
  4. È trasparente sui costi e offre prevedibilità economica?
    Richiedi modelli tariffari trasparenti senza costi nascosti. L’outsourcing IT strutturato offre un canone fisso che copre tutte le esigenze tecnologiche, riducendo i costi rispetto a una gestione interna frammentata. InfoAziende fornisce stime accurate e pricing limpido, trasformando l’IT in un investimento misurabile e pianificabile.
  5. Come supportare concretamente innovazione e crescita aziendale?
    Un MSP strategico propone roadmap tecnologiche allineate agli obiettivi di business, offre accesso a tecnologie emergenti come intelligenza artificiale, IoT e automazione, promuovendo la scalabilità delle soluzioni in base alla crescita dell’azienda. Non solo ottimizzazione operativa: l’aggiornamento e la formazione continua del team interno sono consuetudini irrinunciabili: la tecnologia è un moltiplicatore di valore solo se le persone sanno come utilizzarla al meglio, con coerenza e pensiero critico, ovvero human skills  inderogabili.
  6. Qual è il livello di affidabilità e reattività dimostrato?
    Le metriche parlano chiaro: verifica i tempi di risposta agli incidenti, il tasso di soddisfazione dei clienti e le garanzie di uptime offerte contrattualmente. La disponibilità del supporto tecnico nei momenti critici, con assistenza on-site e da remoto, può fare la differenza tra un’interruzione minore gestibile e un blocco operativo che danneggia gravemente l’attività e i flussi consueti. SLA (Service Level Agreement) chiari e downtime ridotto al minimo, infoAziende presidia l’infrastruttura IT dei clienti con un modello di assistenza che assicura continuità e rapidità d’intervento.
  7. Che tipo di partnership costruisce realmente con i clienti?
    Un vero partner MSP non si limita a risolvere problemi quando si presentano, ma comprende a fondo natura e connotazione aziendale, individuando proattivamente le aree di miglioramento e anticipando le criticità prima che diventino emergenze. Propone upgrade motivati da benefici solidi, condividere best practice, studi di settore e insight strategici.

Tecnologia e consulenza al servizio del business

Lavoriamo per l’impresa che desidera aggiornarsi, riqualificarsi e restare competitiva, grazie a partnership consolidate con leader del settore ICT, come Fastweb, Trend Micro, Kalliope e Veeam.  Operiamo attraverso:

  • Approccio consulenziale
  • Progettualità strategica
  • Presidio dell’infrastruttura IT
  • Soluzioni avanzate
  • Assistenza on site e da remoto

Scopri le soluzioni più adatte alla tua organizzazione. Oltre la vendita: la capacità di investire nella relazione a lungo termine crea valore condiviso e abilita alla crescita del cliente. Vuoi trasformare l’IT in un vero vantaggio competitivo? Contatta InfoAziende per un assessment IT personalizzato o scrivi a info@infoaziende.net.

Kalliope Nexus, più controllo, meno caos nella comunicazione aziendale

Comunicazione aziendale efficiente?
Ottimizza il workflow quotidiano con Kalliope Nexus, potenzia l’operatività, migliora il flusso telefonico interno.

In un contesto in cui rapidità e precisione determinano il successo, la scelta di strumenti performanti è oggi fondamentale per garantire cicli operativi senza intoppi né ritardi. Le imprese affrontano una sfida irrinunciabile: la digitalizzazione dei processi. Solo grazie a strumenti e soluzioni tecnologiche adeguate è possibile incrementare l’efficienza, creare nuove partnership commerciali e rafforzare la competitività nei mercati strategici.

Comunicazione centralizzata

Kalliope è la piattaforma di Unified Communication & Collaboration (UCC) ad alta capacità di integrazione.
Una suite completa e intuitiva, ideale per le MPMI che desiderano potenziare la collaborazione interna grazie a:

  • Gestione unificata
  • Accessibilità multicanale
  • Utilizzo da remoto

Kalliope Nexus è il cervello operativo dell’ecosistema Kalliope, progettato per efficientare la comunicazione aziendale e trasformare la voce in un vero asset strategico.
È la componente software capace di raccogliere, elaborare e connettere grandi quantitativi di dati provenienti da differenti fonti.
Disponibile in cloud o on-premise, il middleware avanzato integra i centralini VoIP con i CRM aziendali, offrendo una visione completa e favorendo un approccio data-driven all’intero flusso telefonico.

Integration made easy

Dalla voce ai dati. Grazie all’architettura modulare, Kalliope Nexus permette la rilevazione, la reportistica e l’ottimizzazione in modo flessibile e scalabile. Focus su:

  • Elaborazione e data management
  • Reportistica dettagliata
  • Perfezionamento dei processi

La piattaforma estende le funzionalità dei centralini VoIP Kalliope, assicurando un uso agile, allineato alle esigenze dell’organizzazione

Tool intelligenti, massima flessibilità d’uso

La piattaforma offre una gamma completa di strumenti trasversali per la gestione e il monitoraggio dell’intera infrastruttura:

  • Integrazione immediata: interoperabilità tra centrali Kalliope e CRM aziendali per analisi accurate delle chiamate in entrata e in uscita.
  • Moduli multipli e monitoraggio totale: reportistica avanzata, backup automatici e controllo costante delle performance.
  • Gestione ottimizzata: tracking in tempo reale per valutare la qualità del servizio telefonico offerto e migliorare l’impiego delle risorse.

Funzionalità made to measure

Grazie alla progettazione di moduli standard e sartoriali, Kalliope Nexus si adatta alle specifiche esigenze infrastrutturali di ogni impresa, semplificando i processi IT.

Kalliope Analytics: raccoglie e analizza tutti i dati raccolti dai CDR al fine di offrire un’analisi dettagliata dell’uso delle risorse telefoniche Una dashboard intuitiva report e grafici esportabili, per individuare picchi di traffico e colli di bottiglia.
Kalliope Missed Calls: pannello aggiornato in tempo reale con funzione Click to Call per la gestione delle chiamate perse.
Kalliope Backup: salvataggio dei file in percorsi personalizzati e ripristino automatico tra centrali master e slave.
Kalliope Ticket: gestione rapida dei ticket con strumenti di valutazione della qualità e dell’aderenza alle procedure.

La piattaforma può essere ulteriormente potenziata con moduli extra che ampliano le capacità operative rafforzando le performance gestionali.
Tra questi:

  • Kalliope Billing, per la gestione avanzata di addebiti e servizi multiutenza.
  • Kalliope Outbound, ottimizza tempi e costi delle chiamate in uscita grazie a un sistema automatizzato di analisi.
  • Kalliope Trace, massimizza la customer experience aprendo automaticamente la scheda contatto durante le chiamate in ingresso.

Vantaggi concreti

L’adozione di Kalliope Nexus aumenta l’efficienza, evitando richiamate ridondanti e disservizi per il cliente.
La connessione intelligente tra centralini VoIP, CRM aziendali e altri applicativi di terze parti – attraverso un pacchetto di API integrate -, permette di aggregare e processare grandi quantità di informazioni, sempre aggiornate e subito accessibili.
La misurabilità dei dati migliora la qualità del servizio, ottimizza i flussi telefonici e perfeziona il controllo delle comunicazioni, implementando la produttività complessiva.

Kalliope Nexus è disponibile in tre modalità altamente sicure:

  • Cloud ridondato: ospitato in data center italiani, elimina i costi hardware e garantisce massima affidabilità.
  • On-premise: installato su server aziendale, offre pieno controllo e personalizzazione, ideale per ambienti IT strutturati.
  • Scenario ibrido: la soluzione più agile, che unisce continuità operativa e flessibilità delle funzionalità.

Interconnessione digitale

Secondo i dati aggiornati dell’Osservatorio Innovazione Digitale del Politecnico di Milano, nel 2025 il 54% delle aziende italiane sta investendo convintamente nella digitalizzazione, ma solo il 19% adotta soluzioni avanzate in modo strutturato.
Kalliope si posiziona come software di interconnessione altamente scalabile capace di espandere i processi di comunicazione e migliorare il rapporto Business-to-Employee (B2E), adattandosi alle molteplici necessità di PA, mondo enterprise e contact center. Compatibile con tutte le soluzioni SIP standard, Kalliope unisce semplicità d’uso e sicurezza, elementi fondamentali per l’evoluzione del business moderno.

Opportunità e performance: InfoAziende è gold partner Kalliope: insieme accompagniamo le PMI italiane nel percorso verso la  digital transformation, nel segno della qualità dei processi, della sostenibilità aziendale e della business continuity.

Digitalizzazione e rischio burnout: costruire processi aziendali human-centric

Costruire un AI responsabile che sia compagna di viaggio: “Per i problemi solver di tutto il mondo, ciò che una volta sembrava impossibile è ora a portata di mano”. Andrew Stirk, Head of Brand Marketing di Anthropic. La campagna pubblicitaria per il lancio di Claude (il collaboratore di Intelligenza Artificiale della startup americana), è un inno alla meraviglia del pensiero come insostituibile facoltà umana. In un’epoca segnata da sfide complesse, dall’incertezza geopolitica alle crisi energetiche, dall’instabilità economica ai conflitti – nulla può sostituire l’unicità della mente umana. L’AI ha il compito di affiancarla e  amplificarla.
Realizzare un futuro sostenibile è questione di equilibrio: adottare strumenti digitali con lungimiranza, senza mai rinunciare alla capacità critica e al valore delle domande.

Problem solving, evidenze e criticità dell’innovazione

Strumenti evoluti offrono tuttora un contributo straordinario: consentono di analizzare grandi quantitativi di dati in tempi ultrarapidi, supportano decisioni strategiche e aiutano a risolvere problemi complessi. Sebbene ciò ridimensioni la paura che il progresso tecnologico rappresenti solo una minaccia, è importante affrontare consapevolmente le criticità legate a questa incredibile rivoluzione in atto.
Oltre alla retorica più nefasta, il mondo aziendale e le persone sono chiamate ad affrontare le implicazioni dello sviluppo di tecnologie sempre più performanti.
La digitalizzazione dei processi aziendali e l’integrazione crescente di sistemi AI stanno ridefinendo i flussi di lavoro e, in molti contesti, il modo stesso di fare impresa, trasformandosi in un driver strategico reale.
L’adozione di soluzioni IT integrate ridisegna l’infrastruttura e i modelli operativi, con un impatto concreto sulle performance e sulle persone; connette, riduce i livelli di rischio, orienta le decisioni strategiche. Tuttavia, richiede anche una maggiore attenzione alle competenze digitali, STEM e green, particolarmente carenti in Europa: come sottolineava Mario Draghi lo scorso settembre a Bruxelles – a un anno dalla pubblicazione del Rapporto che porta il suo nome – la discrepanza accentuata tra domanda e offerta di lavoro, rischia di compromettere la competitività del continente.
Sebbene l’adozione di tecnologie digitali in UE sia in aumento (secondo la Banca Europea degli Investimenti, BEI,  il ritmo è simile a quello dei competitor statunitensi), il divario registrato si conferma netto.
Nel 2024, mentre USA e Cina hanno prodotto rispettivamente 40 e 15 grandi modelli di AI, l’Europa ne ha realizzati soltanto 3; nelle PMI il tasso di adozione si attesta fra il 13 e il 21%.
Ciò indica l’urgenza di agire su due fronti prioritari: investimenti mirati non solo nella tecnologia, ma anche nello sviluppo di modelli operativi etici e sostenibili, applicabili dalla piccola alla grande impresa.

Digital workflow

Secondo la recente indagine SH Pulse 2025 di European Agency for Safety & Health at Work (EU-Osha) condotta su 28.000 lavoratori europei, circa salute e sicurezza sul lavoro nell’era dei cambiamenti climatici e digitali:

  • 9 su 10 utilizzano almeno una tecnologia nel proprio ruolo.
  • 1 su 3 adotta strumenti avanzati come sistemi basati su AI, dispositivi indossabili o robotica.

Questo progresso abilità, in primis:

  • Automazione di compiti ripetitivi
  • Monitoraggio dettagliato e puntuale
  • Gestione efficiente delle risorse
  • Ottimizzazione dei costi
  • Semplificazione dei processi

Le organizzazioni riconoscono i vantaggi di AI generativa e applicativi IT nella ridefinizione di ruoli e processi. Ma qual è l’influenza sul capitale umano? L’adozione diffusa comporta rischi psicosociali non trascurabili. Il report evidenzia problematiche come:

  • Impatto sui ritmi professionali (48%)
  • Isolamento nello svolgimento dei compiti (30%)
  • Riduzione dello spazio per le competenze e le conoscenze umane (28%)

Always-on: i rischi psicosociali

Dall’incertezza sull’uso etico dei dati al controllo percepito dai lavoratori (25% degli intervistati), il rischio di disturbi mentali aumenta. Il 45% dichiara di essere esposto a fattori di rischio per la salute mentale. Quasi 3 su 10 soffrono di stress, depressione o ansia legati al lavoro. Gestire i cambiamenti valorizzando benessere e relazioni umane all’interno delle organizzazioni è compito del management, chiamati a costruire ambienti di lavoro sostenibili, dove tecnologia e persone lavorino in sinergia. Criticità riconosciute:

  • Iperconnessione: l’uso continuativo compromette il work-life balance e influisce sulla salute fisica, mentale ed emotiva.
  • Burnout: sindrome da stress cronico, cresciuta esponenzialmente tra gli hybrid workers.
  • Sovraccarico informativo (tecnostress): causato dall’uso eccessivo delle ICT e dall’enorme mole di informazioni, è riconosciuto in Italia come patologia professionale.
  • Isolamento: rischio accentuato nel lavoro da remoto.

Human-centric: spazi tecnologici, impronta umana

Interventi strutturali a livello organizzativo – non soltanto individuali – si rendono necessari nel plasmare nuovi cicli operativi e spazi inclusivi a misura di persona. Focus su:

  • Collaborazione, condivisione e buone pratiche
  • Flessibilità oraria
  • Strumenti performanti, percorsi formativi e/o di sensibilizzazione
  • Partecipazione del team al processo decisionale
  • Valutazione degli impatti psicosociali e mitigazione dei rischi

Affrontare le sfide della digitalizzazione significa intervenire non solo a livello individuale, ma anche organizzativo. Le aziende devono ripensare i processi con approccio umano, ossia favorendo collaborazione, flessibilità, inclusione e percorsi formativi adeguati.
La tecnologia non è infallibile: algoritmi e sistemi predittivi possono sbagliare. È la capacità critica delle persone a fare la differenza, sia nella gestione degli errori sia nell’accompagnare i cambiamenti.
Nel dialogo tra macchina e individuo, l’elemento umano rimane decisivo.

InfoAziende: digitale umano

I nostri business partner sviluppano soluzioni avanzate e modulari per un workspace sicuro, agevole per le persone, efficiente in ogni fase. Soluzioni IT ben integrate rendono i processi più ergonomici e le organizzazioni più resilienti. InfoAziende affianca le imprese con strumenti che semplificano la collaborazione e la comunicazione interna: dalle piattaforme come Zimbra, sviluppata per la gestione ottimizzata e condivisa di email, documenti e contatti, a soluzioni evolute di comunicazione unificata centralizzata come Kalliope, capace di rendere i flussi più fluidi e sicuri.
Obiettivi sostenibili (e possibili): migliorare la produttività senza sacrificare il benessere, sostenere il lavoro di squadra e garantire continuità di business ovunque il team si trovi.
Quando cresce la collaborazione, migliora l’allineamento strategico tra persone, processi e tecnologie.

Innova la tua impresa: l’umano come bussola, il digitale come strumento a supporto del business. Scopri le nostre soluzioni personalizzate. Contattaci per una consulenza.

Digitalizzazione dei processi: come le soluzioni IT integrate trasformano le grandi aziende

La digitalizzazione dei processi aziendali sta ridefinendo i flussi di lavoro nelle grandi aziende e, in molti contesti, rivoluzionando il modo stesso di fare impresa, trasformandosi in un driver strategico reale. L’adozione di soluzioni IT integrate  ridisegna l’infrastruttura e i modelli operativi, con un impatto concreto sulle performance.

Vantaggi tangibili per le grandi imprese

Le tecnologie integrate su larga scala apportano benefici diretti e misurabili:

  • Semplificazione dei processi
  • Gestione efficiente e centralizzata
  • Allineamento tra divisioni e sedi molteplici
  • Riduzione dei tempi e dei costi operativi
  • Monitoraggio e controllo in tempo reale
  • Maggiore reattività nelle decisioni strategiche

In un contesto di mercato in costante accelerazione,  l’innovazione non è più un’opzione, ma un imperativo necessario per restare competitivi.

Operatività digitale

Digitalizzare  significa riorganizzare e ottimizzare attività, processi  e risorse aziendali secondo logiche di precisione, controllo e automazione. L’alto valore strategico della trasformazione è confermato tanto dai dati quanto dai risultati quotidiani.
L’obiettivo? Rendere l’organizzazione più agile, performante, orientata al valore.

Benefici trasversali, ottimizzazione globale

Un nuovo modo di pensare l’azienda: automatizzare i processi complessi e digitalizzare il workflow quotidiano libera tempo, effort e  risorse consentendo una collocazione strategica del capitale umano. L’integrazione tra sistemi accelera l’esecuzione operativa. Vantaggi concreti che plasmano performance e assetto dell’impresa:

  • Velocità e semplificazione
    Nelle grandi aziende multi-sede, l’automazione scalabile dei processi complessi è garanzia di trasparenza, operatività continuativa e riduzione del margine di errore. Aumenta la tracciabilità, potenzia l’aderenza normativa.
  • Incremento della produttività
    Gli strumenti digitali – dai software di resource planning e document management alle piattaforme collaborative – semplificano le procedure interne e promuovono la condivisione sicura delle informazioni.
  • Razionalizzazione dei costi
    Automatizzare il workflow consente di ottimizzare tempi, risorse e budget riducendo le inefficienze tipiche della gestione manuale. Il controllo è puntuale, la gestione agile e globale.
  • Monitoraggio in real-time
    Su larga scala, la capacità di analizzare dati in tempo reale permette di intercettare criticità e misurare le performance tramite KPI.  L’impiego di strumentazioni avanzate di data analytics e Business Intelligence è la chiave per l’identificazione tempestiva di  scostamenti, a supporto di decisioni rapide e informate.
  • Sicurezza e governance
    Grazie all’impiego di tecnologie intelligenti, le decisioni risultano più accurate, perché fondate su insights contestualizzati; si riduce il rischio interno e la governance aziendale si rafforza.

L’intelligenza artificiale per le  imprese

Secondo Deloitte (The Future Unveiled), il  78% delle imprese prevede di aumentare gli investimenti in Generative AI, con particolare focus sulle divisioni IT, Marketing e Operations.
Tuttavia, affinché dal potenziale si generi valore concreto, serve una guida strategica che sappia interpretare i dati e orientare le scelte del management sulle aree aziendali da digitalizzare con priorità.

“È la più grande rivoluzione dopo l’invenzione della ruota, ma va capita e collocata all’interno delle aziende.” – L. Cerulli, Enterprise Technology & Performance Leader, Deloitte.

Le funzionalità eterogenee messe in campo dalla GenAI, combinate a tecnologie quali cloud e big data, accelerano radicalmente le possibilità operative, ma solo una governance adeguata può generare un concreto vantaggio competitivo.

Tech workspace. Il gap tra grandi imprese e PMI

Il divario digitale tra grandi imprese e PMI è tuttora marcato. Le prime risultano all’avanguardia nell’implementazione di soluzioni di Cyber Security, cloud e formazione digitale:

  • L’83% del settore enterprise ha adottato strumenti tecnologici avanzati, con particolare attenzione rivolta a software e strumenti operativi.
  • Solo il 26% si colloca in una fascia di alta digitalizzazione.

(Fonte: Report Anitec-Assinform, Il Digitale in Italia).

Da trend a necessità, verso il futuro sostenibile dell’impresa

L’innovazione in atto richiede un ripensamento dei flussi decisionali e dei modelli organizzativi. Secondo lo studio “L’Intelligenza Artificiale per il Sistema Italia” (Confindustria), solo il 30% delle imprese utilizza software gestionali integrati: un dato ancora troppo basso, soprattutto tra micro e piccole imprese. Le organizzazioni che investono in formazione digitale, automazione e integrazione tecnologica generano valore non solo per il business, ma anche per le persone e per l’intero tessuto economico e sociale in cui agiscono.

Ecosistemi digitali, dalla visione alla strategia

Supportiamo le grandi aziende italiane con un portafoglio di servizi IT in outsourcing altamente specializzati. Grazie a partnership consolidate, progettiamo ecosistemi digitali scalabili, modellando  i flussi operativi, valorizzando le opportunità di business dei nostri clienti.

Il nostro è un obiettivo chiaro: rendere le imprese competitive, sostenibili e resilienti, oggi e nel futuro.

Zero Trust: il nuovo paradigma della sicurezza informatica spiegata alle aziende

Il panorama della cybersecurity sta cambiando in modo molto rapido; tra le concause di questa trasformazione ci sono soprattutto l’aumento delle minacce e del lavoro da remoto.
In tale scenario, il modello tradizionale basato sulla cosiddetta “sicurezza perimetrale”, che presume come affidabili tutte le persone che si trovano all’interno del perimetro aziendale, risulta ormai obsoleto.
Oggi è più opportuno parlare del paradigma Zero Trust. 

Cosa si intende per Zero Trust

Il paradigma Zero Trust si basa su una verifica continua. Invece di basarsi sulla sicurezza perimetrale, appunto, Zero Trust parte dal presupposto che nessuna risorsa dell’organizzazione debba godere di automatica e cieca fiducia.
Tutte le connessioni, richieste o attività devono essere costantemente verificate e solo successivamente validate. 

Perché Zero Trust è essenziale

La trasformazione digitale e la diffusione dello smart working hanno reso sempre più inconsistente il concetto di perimetro aziendale; allo stesso modo le minacce informatiche sono diventate sempre di più e più sofisticate.

L’implementazione di Zero Trust aiuta a proteggere:

  • dati aziendali sensibili: verifica continua delle autorizzazioni per ridurre il rischio di accessi non autorizzati;
  • applicazioni cloud e on-permise: protezione coerente indipendentemente da dove risiedano le risorse aziendali.
  • dispositivi e identità digitali: monitoraggio costante per prevenire furti di identità e dispositivi compromessi.

Il modello Zero Trust implica un cambio radicale nella gestione della sicurezza informatica, perché si basa su una serie di principi fondamentali come la verifica esplicita, perché ogni accesso viene autenticato e autorizzato, eliminando presupposizioni di affidabilità basate sulla posizione fisica o logica.
A questo si aggiungono il privilegio minimo, ovvero gli utenti ricevono solo le autorizzazioni strettamente necessarie per svolgere il proprio lavoro e la supposizione di violazione, dando una risposta veloce e tempestiva alle anomalie.

Come integrare Zero Trust in azienda

Integrare il paradigma Zero Trust in azienda significa fare una revisione completa delle procedure di sicurezza, includendo anche:

  • una segmentazione della rete, ovvero dividere l’infrastruttura in micro segmenti per limitare al massimo l’impatto di eventuali violazioni;
  • l’autenticazione multifattore (MFA), per potenziare il livello di sicurezza richiedendo più prove per ogni account al momento dell’accesso;
  • il monitoraggio continuo e analytics, utilizzando tecnologie avanzate per analizzare i comportamenti degli utenti e individuare per tempo eventuali anomalie.

Siamo il partner ideale per la sicurezza Zero Trust!

Adottare una strategia Zero Trust può sembrare complesso, ma con noi diventa semplice ed efficace.
Con la nostra esperienza consolidata nella gestione della sicurezza informatica per grandi realtà aziendali, affianchiamo i nostri clienti  nella transizione verso questo nuovo paradigma.

I nostri esperti sono sempre di supporto nella progettazione e nell’implementazione di una strategia Zero Trust su misura per ogni singola azienda, assicurando protezione continua e massima operatività.

Contatta InfoAziende per scoprire come rendere la tua azienda resiliente, protetta e pronta ad affrontare le sfide della cybersecurity moderna.

NIS 2: il nuovo standard europeo per la sicurezza informatica nelle large enterprise

Possiamo dire con certezza che questo è ufficialmente l’anno della NIS 2, una direttiva destinata a rivoluzionare tutto il sistema della cybersecurity europea, soprattutto per quanto riguarda le grandi imprese.
Si tratta di una questione che coinvolge strategia, responsabilità e compliance governativa.

Per le imprese strutturate, con un ruolo chiave per l’economia e la società, il rispetto e l’applicazione della NIS 2 imporrà un vero e proprio cambio di paradigma, dalla protezione aziendale in senso stretto alla governance del rischio.

Di cosa parliamo con la Direttiva NIS 2?

L’acronimo NIS sta per Network and Information Security e la prima direttiva europea in ambito di cybersicurezza risale già al 2016. Oggi, però, con l’evoluzione delle minacce informatiche e l’aumento della digitalizzazione aziendale, è necessario un approccio più strutturato.
È così che la NIS 2 è entrata ufficialmente in vigore nel gennaio 2023 ed è stata allargata agli tutti gli stati che hanno deciso di aderire entro l’ottobre del 2024.

Nel nostro Paese l’applicazione è già in uno stato avanzato, ma le grandi aziende stanno ancora implementando misure adeguate, al netto del fatto che i cyber attacchi diventano con il tempo sempre più sofisticati e bisogna essere pronti su qualsiasi fronte per tenere testa a tutto.
Un cyber attacco, infatti, può causare un impatto sistemico con forti interruzioni nei servizi e le sanzioni possono raggiungere anche i dieci milioni di euro.

Il segmento Large Enterprise e la NIS 2

La NIS 2 allarga significativamente il perimetro dei soggetti coinvolti. Infatti, oltre ai gestori dei servizi essenziali, come energia, trasporti, banche e infrastrutture digitali, la NIS 2 si applica anche alle imprese nei settori: ICT e cloud service provider, manifatturiero tecnologico, sanità e biotecnologia, pubblica amministrazione, e-commerce e servizi digitali strategici-

Nella pratica, tutte le large enterprise con un ruolo strategico e critico per la società e l’economia sono chiamate obbligatoriamente ad adeguarsi.

Quali sono i principali aggiornamenti?

Le parole chiave che riguardano la direttiva NIS 2 sono fondamentalmente tre:

  • gestione del rischio
  • accountability 
  • continuità operativa 

Su queste si sviluppano i pilastri di applicazione, ovvero:

  • il risk/based approach, in quanto non esiste una checklist valida per tutti. Ogni organizzazione ha il compito di valutare singolarmente il proprio profilo di rischio;
  • il ruolo attivo del management, ovvero è il consiglio di amministrazione l’organo direttamente responsabile della profilazione e dell’attuazione della strategia di cybersecurity;
  • gli obblighi di notifica, ovvero l’obbligo di segnalare entro 24 ore eventuali incidenti significativi;
  • la supply chain security, nel senso che le aziende singolarmente devono anche verificare la postura di sicurezza dei propri fornitori;
  • i piani di continuità e risposta agli incidenti, obbligatori e da testare periodicamente.

La NIS 2 come leva di competitività

L’adeguamento alla direttiva NIS 2 non è solo un obbligo normativo, ma una vera e propria occasione per rafforzare la governance IT, migliorare la fiducia degli stakeholder e valorizzare gli investimenti in innovazione. 

Per le large enterprise, la sicurezza informatica è diventata una metrica strategica, perché i clienti la pretendono e gli investitori la monitorano.
Essere compliant con NIS 2 corrisponde ad avere un framework solido, scalabile e integrato nei processi di business.

Come prepararsi alla NIS 2

Adeguarsi alla NIS 2 richiede un percorso strutturato, ma soprattutto necessario. Gli step previsti sono:

  • l’assessment iniziale, per valutare il livello di maturità;
  • la definizione della roadmap di conformità, con obiettivi chiari e misurabili;
  • la formazione e coinvolgimento del management e delle funzioni chiave;
  • il monitoraggio continuo e l’aggiornamento dei sistemi e delle policy.

Per questo, affidarsi a partner con competenze verticali sulla cybersecurity, risk management e normative europee è importantissimo per affrontare questa sfida in maniera efficace.

Al momento, le large enterprise che agiscono strategicamente saranno anche quelle in grado di gestire il rischio, proteggere la propria reputazione e guadagnare un vantaggio competitivo reale sui competitor.

NIS 2: il momento giusto è adesso!

NIS 2 è molto più di una direttiva, perché agisce come cartina tornasole per la valutazione della maturità digitale di un’impresa.

Il team di InfoAziende è di supporto nell’adeguamento alla direttiva, anche nella messa in atto dei passaggi operativi, sempre al fianco delle grandi imprese nel percorso di compliance e trasformazione digitale.

Contattaci per ricevere una consulenza personalizzata: https://infoaziende.net/contatti/

1 2 3 5
Ciao, come posso esserti di aiuto?