Il cloud, l’intelligenza artificiale generativa e le piattaforme di UCC stanno ridisegnando l’assetto operativo delle imprese. Nel perimetro allargato delle organizzazioni moderne, il dato è passato da asset statico a risorsa dinamica, capace di attraversare continuamente applicazioni, dispositivi e workflow.
La trasformazione digitale non è più una questione di sola tecnologia: inerisce alla fiducia, al controllo e all’autonomia strategica. È stato questo il filo conduttore dell’IT Talk di Pescara dello scorso 22 aprile – il format promosso da InfoAziende (business partner Fastweb), moderato da Vito Cacciatore (Manager of Large Private Sales Fastweb) e aperto dai saluti di Leonardo Campanella (Co-Founder & Sales Manager InfoAziende) e Andrea Schirru (Area Channel Sales Manager Fastweb). Dalle sessioni di confronto tra esperti, aziende e partner tecnologici è nata una roadmap chiara per interpretare e guidare efficacemente il cambiamento, in attesa della tappa pugliese del prossimo 8 luglio a Bari.
La sovranità digitale è una necessità strategica
La prima parte dei lavori ha definito i confini della Digital Sovereignty, trasformandola da astratto vincolo normativo a driver competitivo imprescindibile per difendere il patrimonio informativo aziendale da ingerenze giuridiche extra-UE.
A tracciare lo scenario è stato Stefano Veclani (ICT Vertical Sales, FastCloud & AI Fastweb + Vodafone), che ha presentato il valore del nuovo “campione nazionale convergente” nato dall’unione tra Fastweb e Vodafone; una sinergia capace di offrire al mercato un modello one-stop-shop fondato su quattro pilastri “sovrani” (Cloud, 5G, IoT e AI).
Veclani ha illustrato il rischio concreto per una PMI italiana: affidare i propri dati industriali a provider soggetti a leggi extra-UE espone il know-how aziendale al pericolo di accessi transfrontalieri legittimi per le autorità straniere, a prescindere dal posizionamento dei server in Europa. La risposta dell’ecosistema nazionale è una rete di data center distribuiti sul territorio che garantiscano la permanenza giuridica e fisica del dato sotto la tutela del GDPR, del diritto italiano e dell’ordinamento europeo.
Sul fronte delle comunicazioni, Federico Rossi (Founder & CSO di Kalliope) ha richiamato l’intervento di Roberto Baldoni (già Direttore Generale dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale) all’ultima convention Kalliope, ricordando quanto la sicurezza non sia demandabile né delegabile. La sovranità – ha sottolineato Rossi – risiede nella filiera (ovvero proprietà, codice e risorse umane).
Secondo Roberto Faccenda (Solutions Specialist & Business Developer di Ilger) la nazionalità del fornitore batte la localizzazione geografica: se il vendor è statunitense, il CLOUD Act è applicabile anche se i server si trovano fisicamente a Roma o a Milano. Faccenda ha citato le grandi migrazioni europee verso soluzioni open source sovrane (Nextcloud e Zimbra), come i casi di Airbus (per proteggere i progetti dei caccia dalla concorrente Boeing), della PA francese e da interi Land tedeschi. Un trend recepito anche in Italia, dove l’ACN ha inserito il requisito di “sovranità effettiva” nel Piano Triennale 2025-2027.
Infine, Nicola Santoro (Cybersecurity Sales Specialist Manager di 7Layers) ha chiarito che non esiste sovranità senza sicurezza: in un contesto geopolitico in cui gli attaccanti sono gruppi strutturati che monetizzano i dati, ogni anello della filiera è interconnesso.
Banche, partner e assicurazioni valutano le aziende proprio in base alla loro resilienza cyber.
La direzione è univoca: la sicurezza deve evolversi in gestione permanente e globale del rischio.
Declinazione operativa: l’integrazione nei processi
Laddove un tempo realizzare una Smart Factory significava frammentare il progetto tra fornitori molteplici di connettività 5G, piattaforme IoT, cloud e cybersecurity, la proposta Fastweb+Vodafone accentra tutto in un unico interlocutore, eliminando i silos tecnologici grazie a un’architettura sicura by design.
Oltre il centralino telefonico: sul piano della Unified Communication, la fonia è oggi il terzo pilastro dell’infrastruttura digitale (insieme a email e cyber), e in Kalliope si articola su tre livelli architetturali: Omnia (layer telefonico e UCC d’ingresso), Nexus (middleware di process automation integrato con CRM ed ERP) e Lògos (layer semantico e di IA conversazionale).
Per quanto riguarda gli strumenti di collaborazione quotidiana, Roberto Faccenda ha dimostrato come la piattaforma SaaS di Ilger.com sia una concreta alternativa alle Big Tech, capace di azzerare il vendor lock-in. La soluzione unisce la Zimbra Collaboration Suite (email e agende), Nextcloud con OnlyOffice (per il co-editing documentale all’istante direttamente nel browser) e sistemi proprietari di chat e videochiamate cifrate end-to-end, offrendo cluster dedicati e tailor-made inavvicinabili per gli hyperscaler americani.
A supporto della funzionalità, Nicola Santoro ha declinato le best practices operative (gestione identità, crittografia, aggiornamenti, piani di incident response e formazione anti-phishing). L’approccio di 7Layers unisce la compliance alle normative (come la direttiva NIS2) a un monitoraggio continuo delle infrastrutture IT/OT e Cloud, garantendo protezione e competitività.
La corsa dell’AI, tra accelerazione e nuovi rischi
L’adozione dell’Intelligenza Artificiale accelera i processi, ma viaggia più velocemente della capacità di governance delle aziende. Come evidenziato da Santoro e Rossi, l’AI riduce drasticamente i tempi della kill chain degli attacchi (storicamente di circa 2 settimane per il phishing classico) diventando un pericoloso vettore di minacce.
- Deepfake vocali e video: frodi basate sull’impersonificazione di familiari o dirigenti (finto CEO) per ordinare bonifici.
- Phishing e social engineering avanzati: generazione automatica di esche iper-personalizzate senza errori e bot AI che simulano operatori umani in tempo reale.
- Malware adattivo e credential stuffing: minacce capaci di mutare comportamento in base alle difese e tentativi di login ottimizzati dall’AI.
Kalliope, ad esempio, sfrutta l’integrazione con l’LLM nazionale MIIA ospitato nei data center Fastweb, garantendo la permanenza dei dati nei confini nazionali. Rossi ha citato un caso d’uso già implementato: un sistema di traduzione in modalità sincrona per l’assistenza stradale, capace di far dialogare fluidamente un automobilista straniero e un operatore italiano. Inoltre, sul fronte della sicurezza vocale, Kalliope partecipa al progetto GATE (programma SERICS/PNRR) per riconoscere e bloccare le voci sintetiche e il vishing.
Sul versante dell’email collaboration, Ilger.com ha potenziato la sicurezza applicando l’intelligenza artificiale al modulo AVAS enterprise. La piattaforma utilizza tecnologie di sandboxing avanzate che scansionano link e allegati in ambienti isolati (bloccando malware zero-day), ed è supportato da un sistema di MX Backup geograficamente ridondato (scelta estesa da clienti critici come il MOSE di Venezia). Parallelamente, l’AI agent permette di riassumere thread di email, generare risposte intelligenti ed estrarre task dal calendario, elaborando ogni informazione in totale conformità.
Oltre la tecnologia: l’appuntamento con l’evoluzione
Cloud, intelligenza artificiale, Unified Communication e cybersecurity non sono più ambiti separati, ma elementi che convergono in un unico ecosistema digitale. Dall’IT Talk è emerso un messaggio condiviso: affrontare la trasformazione digitale significa integrare queste tecnologie in modo sicuro, mantenendo il controllo sui dati e costruendo infrastrutture affidabili.
In questo scenario, la sovranità digitale non rappresenta solo un requisito normativo, ma una leva per rafforzare competitività, resilienza e fiducia. È questa la direzione indicata dagli interventi dei relatori e il percorso che IT Talk continuerà ad approfondire nelle prossime tappe, accompagnando le imprese verso un’evoluzione tecnologica sempre più sicura, integrata e consapevole.
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